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Il trapianto è vita: conoscere per donare

Giovedì primo febbraio le classi quarte dell’Istituto Perlasca della sede di Vobarno sono state partecipi con i loro docenti ad un incontro-conferenza con l’AIDO sul tema della donazione degli organi.
Un tema non facile, che suscita in base alle diverse sensibilità ed esperienze personali nei confronti della sofferenza, della malattia e della morte, sentimenti spesso contrastanti. Un tema però di grande attualità: ecco perché la dirigenza ha accolto favorevolmente la disponibilità dell’AIDO di voler presentare ai nuovi maggiorenni  l’occasione di poter riflettere, discutere e magari, riportare nelle famiglie, le possibilità offerte dalla legislazione italiana su questo tema.


L’incontro è iniziato in aula magna con la visione di un cortometraggio in assoluto silenzio: presentava, seppur con qualche licenza per la fiction, un caso di donazione: dalla tragedia per una vita spezzata del donatore alla rinascita a vita nuova per il ricevente.
In seguito la dottoressa Cappuccini, medico rianimatore, con grande sensibilità e precisione ha illustrato dal punto di vista medico sanitario, il concetto di morte e da quale momento la persona può … diventare donatore di organi.
Dal punto di vista legislativo la legge permetterà di inserire sulla carta di identità il consenso o il diniego alla donazione di organi o di tessuti in caso di morte. Il cittadino italiano potrà dire sì o no alla donazione di organi e far inserire la propria scelta sulla carta di identità al momento della richiesta o del rinnovo del documento presso il Comune di residenza. La dichiarazione sarà registrata dall'ufficiale dell'anagrafe insieme ai dati raccolti al momento della richiesta o del rinnovo del documento e inviata al Sistema informativo trapianti (Sit) per l'inserimento in un'unica banca dati, consultata 24 ore su 24 dai centri per i trapianti. Naturalmente la legge garantisce anche la possibilità nel corso degli anni di cambiare idea … in ogni senso.

L’incontro si è concluso con la testimonianza del sig. Manenti che ha raccontato la sua esperienza della malattia e della rinascita anche sportiva seguita al trapianto di fegato, che naturalmente è stato possibile grazie alla generosità e disponibilità di un donatore.

Spesso si pensa che i giovani siano superficiali o lontani dalle tematiche della vita e della morte: l’interesse e l’attenzione mostrati dai nostri ragazzi invece fanno ben sperare per il futuro. Grazie all’AIDO di questa bella opportunità.

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